Pianoforte per tutti

Passione per il Pianoforte

Libri

Novecento. Un monologo

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi.

Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa.

Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

Questo racconto, nato come monologo teatrale, è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film “La leggenda del pianista sull’oceano”.

 

La bottega del pianoforte

Nei pressi della Rive Gauche, un amante della musica scopre “una bottega con una semplice scritta sulla vetrina: Desforges Pianos: outillage, fournitures. Al suo interno, su una piccola mensola coperta di feltro rosso, sono esposti gli arnesi per riparare pianoforti: chiavi, caviglie, corde, parecchi campioni di feltro e vari componenti provenienti dalle viscere di un piano”.

Assalito dal desiderio di fare musica, prende a frequentare il negozio e diventa amico di Luc, il giovane restauratore. La bottega diventa un punto di riferimento quotidiano, dove provare una varietà pressoché infinita di pianoforti, ritrovare la voglia e il coraggio di ricominciare a suonare, e un’occasione per scoprire la meccanica, la storia e i segreti di questo straordinario strumento.

Ma non solo: la bottega diventa il simbolo di un sapere e di uno stile di vita che sono andati perduti, un luogo magico dove riflettere e assaporare una saggezza che va oltre la musica.

 

Un pianoforte

Francesca Ferragine è alla sua seconda prova come scrittrice. “Un pianoforte” contiene la storia di un grande amore musicale, che si potrà forse interrompere, ma che non ha fine.

È anche storia di un mito e di un sogno infranti, coniugati con le vicissitudini di un filo d’amore che si colloca oltre le convenzioni sociali; vissuto intensamente tra viaggi, esperienza della gioia e del dolore, in piena immersione nel milieu musicale e teatrale, sprigiona sinfonie sensuali.

Se è vero che il lettore è di fronte alla storia di un mito e di un sogno, essa tuttavia, contiene un nucleo irriducibile che continuerà ben oltre il capitolo ultimo. Esperienza della gioia e del dolore; esperienza della libertà, intreccio tra amore e morte.

La valigia rossa è la metafora di una esistenza itinerante dove sono contenuti valori ed esperienze che non si estinguono. L’autrice ci consegna un dilemma dove si mescolano desideri e premonizioni. Nell’esistenza di qualcuno quale parte sarà più consistente: quella sognante e desiderante, diurna e notturna, o quella legata alla realtà quotidiana?

La narrazione è condotta in prima persona da una donna creativa e ribelle, Ruth, che porta inciso nel suo nome un messaggio di libertà. L’ascendenza ebraica del nome aggiunge enigma ad enigmi.

 

Storia naturale del pianoforte

In questo libro Stuart isacoff racconta come il pianoforte, complesso prodotto della tecnologia umana applicata alla musica, apparentemente freddo e meccanico, sia diventato nel corso degli ultimi tre secoli uno strumento senza paragoni per l’espressione delle emozioni e dello stile individuale di migliaia di artisti sotto tutte le latitudini e nelle più diverse condizioni materiali.

Che si tratti della nascita di un concerto per pianoforte di Mozart in una locanda viennese o di un’esibizione di Chopin in un salotto parigino dell’Ottocento, della tournée di Sviatoslav Richter fra i contadini della Siberia o di Henri Herz fra i minatori della Corsa all’Oro, nessuno strumento quanto il pianoforte ha saputo far convergere lo spettacolo più popolare e sfrontato con la massima raffinatezza della ricerca musicale e stilistica, il virtuosismo trascendentale e la contemplazione intima e rarefatta.

Isacoff racconta la personalità e la tecnica di centinaia di pianisti, molti dei quali poco noti al grande pubblico di oggi ma capaci in passato di godere di popolarità planetaria; dimostra quanto siano stati continui e fecondi gli incroci fra stili classici, popolari e jazz; divide i protagonisti di questa storia in vasti gruppi, creando accostamenti insospettabili, incurante delle divisioni storiche o di generi musicali, mostrandoci così che cosa può accomunare il suono di Debussy a quello di Thelonious Monk, la verve di Arthur Rubinstein alla tecnica di Cecil Taylor.

 

Celeste e infernale

E’ il 1814, siamo a Vienna, è in corso il Congresso che ridisegnerà la carta dell’Europa come la vorranno i vincitori di Napoleone – lo zar, l’imperatore d’Austria, il re d’Inghilterra, il re di Prussia.

Un giovane, che è arrivato nella capitale al seguito del Segretario di Stato del Papa, scrive a suo zio del Congresso e del clima politico e artistico viennese. Attraverso le sue lettere scopriremo la musica di Beethoven, autore di sinfonie dalla dirompente carica innovatrice.

E’ un momento di svolta: da qui in poi la musica non sarà più affare di pochi aristocratici. Il virtuosismo diventa in questo momento la chiave di volta per la conquista di un nuovo pubblico borghese.

Le regolari stagioni sinfoniche e le regolari stagioni da camera che si diffonderanno ovunque nella seconda metà dell’Ottocento hanno una delle loro più importanti radici nella Vienna del Congresso. Fa da contraltare alla potenza di Beethoven, la musica di Schubert, l’‘escluso’, il prodigioso giovane musicista incapace di farsi largo nel mondo e di cui il mondo non s’accorge.

 

L’altro pianoforte

Preparato, rivoltato, ricostruito, il pianoforte è tuttavia sempre un pianoforte. L’essenza della musica, ad un certo punto della storia, è manipolata e rimessa in discussione.

Ma non negata. Perché negando l’essenza stessa del pianoforte non si fa che fornirsi un alibi per scrivere musica brutta. Il che non gioverebbe a nessuno, e non è certo di musica brutta che parla questo libro. Forse di musica “altra”.

 

Storia del pianoforte

Il pianoforte nasce dall’utopia di ottenere da una tastiera, e dunque da un congegno meccanico, «il parlar del cuore». A partire da questa richiesta, che giungeva dalla corte medicea, Bartolomeo Cristofori sviluppò per primo, nel 1698, l’idea di un clavicembalo le cui corde fossero percosse da martelletti, in grado di trasmettere la forza o la leggerezza del tocco umano.

Fu una rivoluzione, ma non se ne accorse nessuno. Händel, Bach, Couperin lo ignorarono 0 ne diedero pareri negativi. Non immaginavano ciò che sarebbe accaduto in seguito: da Mozart a Liszt, da Chopin a Satie, il pianoforte divenne lo strumento musicale per eccellenza, e la sua storia, scritta con cinquantadue tasti bianchi e trentasei tasti neri, finì per coincidere con la storia stessa della musica.

“Storia del pianoforte” ripercorre i tre secoli di vita di questo strumento, attraversando epoche e luoghi lontani: la Vienna di Beethoven e Schubert, il romanticismo tedesco di Schumann e Brahms, fino al cuore del Novecento, quando, nella loro piena maturità compositiva, Debussy, Ravel, Bartók e Prokof’ev rivoluzionarono la tecnica e la scrittura pianistica.

Lungo le pagine di un libro divenuto un classico della storiografia musicale, Piero Rattalino analizza la letteratura pianistica da Clementi ai giorni nostri, descrive gli stili e le tecniche compositive, ripercorre l’evoluzione del pianoforte, delinea vividamente le figure dei più grandi interpreti.

 

La musica sveglia il tempo

“Questo non è un libro per musicisti o per non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante.

Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla più tenera età ricevono un’educazione musicale, né una torre d’avorio o un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale.” (Daniel Barenboim).

 

Storia della musica in Occidente

Una sintesi della storia dell’arte musicale in Occidente. La storia della musica, pure intrecciata e compresa nel più ampio contesto storico e culturale, dev’essere per l’autore anzitutto storia dello stile musicale.

Particolare attenzione viene dedicata ad aspetti spesso trascurati e tuttavia essenziali per penetrare la specificità dell’arte musicale: le forme, i generi, la notazione, le tecniche d’esecuzione.

Il volume è corredato di numerosissimi esempi musicali e illustrazioni, e comprende una serie di apparati: un glossario dei termini tecnici, un’ampia bibliografia, una cronologia essenziale e un ben articolato e completo indice analitico.

 

La mente musicale

Perche la musica e un’espressione cosi diffusa in tante culture diverse? Perche e capace di suscitare emozioni cosi profonde? Quali sono i processi mentali che vengono attivati nell’ascolto, nell’esecuzione e nella composizione di un brano musicale?

Scritto da uno psicologo sperimentale che e anche un abile pianista e un pregevole compositore, questo volume introduce il lettore alla psicologia della musica.

L’autore si muove all’interno di una prospettiva cognitivista: esplora cioe principalmente la componente cognitiva che e presente nell’apprezzamento di un fatto musicale, piu che affrontare problemi di estetica e di gusto. Sono esposti i risultati della ricerca piu avanzata in materia, in particolare per quel che riguarda i processi sottesi alla lettura musicale.

Ricco di esempi tratti dalle partiture di autori celebri come Bach, Mozart, Tchajkovskij e Stravinskij, il volume si rivolge non solo agli studiosi di psicologia ma anche a tutti gli appassionati di musica interessati a comprendere le basi psicologiche dell’esperienza musicale.

 

Pianoforte vendesi

È la notte dell’Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende “il Pianista” – così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate -, ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell’attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: “Pianoforte Vendesi”.

Incuriosito, dopo aver saputo che l’appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare… “Pianoforte Vendesi” è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte.

I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c’è un’intera collettività, un paese sospeso – per una notte – fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine. In questo romanzo breve Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po’ magica.

Tra le strade e nelle case si avverte ancora l’eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato. Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di “Pianoforte Vendesi”, Andrea Vitali rende omaggio alla sua città.

 

La stanza del pianoforte

Daniele e Bianca si conoscono poco più che bambini. Lui suona il pianoforte, lei è una ginnasta promettente. Trascorrono l’uno accanto all’altra gli anni dell’adolescenza, inseparabili.

Ma il sentimento che lega Daniele a Bianca non è di semplice amicizia, mentre lei lo ama come un fratello. Daniele non avrà mai il coraggio di dichiararsi. La loro frequentazione si interrompe alle soglie dell’età adulta.

Bianca s’incaglia in un matrimonio infelice al quale neanche la nascita di tre figli riesce a dare slancio, concludendosi in una sofferta separazione.

Daniele passa attraverso l’abbandono della musica, la morte dell’amata madre e una grave depressione. Nemmeno il matrimonio con una donna che cerca di salvarlo può cambiare il corso della sua esistenza. Quando, dopo vent’anni dal loro ultimo incontro, Bianca e Daniele si ritrovano, il destino inevitabilmente si compie.

 

La bottega del pianoforte

Nei pressi della Rive Gauche, un amante della musica scopre “una bottega con una semplice scritta sulla vetrina: Desforges Pianos: outillage, fournitures.

Al suo interno, su una piccola mensola coperta di feltro rosso, sono esposti gli arnesi per riparare pianoforti: chiavi, caviglie, corde, parecchi campioni di feltro e vari componenti provenienti dalle viscere di un piano”.

Assalito dal desiderio di fare musica, prende a frequentare il negozio e diventa amico di Luc, il giovane restauratore. La bottega diventa un punto di riferimento quotidiano, dove provare una varietà pressoché infinita di pianoforti, ritrovare la voglia e il coraggio di ricominciare a suonare, e un’occasione per scoprire la meccanica, la storia e i segreti di questo straordinario strumento.

Ma non solo: la bottega diventa il simbolo di un sapere e di uno stile di vita che sono andati perduti, un luogo magico dove riflettere e assaporare una saggezza che va oltre la musica.

 

L’ insegnante di pianoforte

Hong Kong alla scoppio della Seconda guerra mondiale. Trudy Liang è un’attraente, ricca europea che nel 1941 dà scandalo nella buona società di Hong Kong passando da un uomo all’altro.

Di lei si innamora un avventuriere inglese, Will Trusdale, che rimane colpito dalla sua disperata vitalità. La sua passione viene ricambiata dalla donna, ma lo scoppio della guerra costringe Will al servizio militare. Dieci anni dopo, Claire Pendleton arriva a Hong Kong e trova lavoro come insegnante di pianoforte di Locket Chen, figlia di una ricchissima coppia della città.

Le lezioni di piano saranno occasione di una vita segreta e di scoperte inaspettate; cleptomane e irrequieta, novella Madame Bovary, Claire diventa infatti l’amante dell’autista dei Chen, che altri non è che quello stesso Will Trusdale. Ma questo non è l’unico segreto della famiglia Chen.

In un crescendo narrativo sullo sfondo delle sensuali atmosfere d’Oriente, Claire si troverà a dover scegliere, senza possibilità d’appello, tra amore e sicurezza, tra coraggio e sopravvivenza, tra presente e passato.

 

Lo strano caso del dottor Regazzoni

Un parroco che accatasta materassi, trasforma le panche in letti e accoglie profughi in chiesa: strano incontro quello del dottor Claudio Regazzoni, giornalista alle prime armi, nel corso di un’indagine su Carlo Mozart che sembra provare che il padre Wolfgang Amadeus sia stato sepolto vivo.

Nel contempo, in maniera apparentemente casuale, viene incaricato di recensire un saggio relativo all’antico convento del Monte San Francesco sopra Velate. La lettura gli svela oscure vicende accadute all’epoca di San Carlo: un omicidio, un incendio, un frate rimasto solo a custodire con caparbietà un oggetto misterioso.

E tra una pedalata, una fidanzata storica e un nuovo incontro, vicende apparentemente sconnesse acquistano un senso, unite da un filo misterioso. Come in un concerto, quando le note sparse suonate da diversi strumenti si fondono in un’unica, armoniosa sinfonia.

 

I miei piccoli dispiaceri

Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata.

Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée.

“Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare.

Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.

 

La porta di lato

Dall’età di quattro anni, Sam studia pianoforte. Dai sedici decide di abbandonare qualsiasi studio che non sia quello del suo amato strumento.

Accomunati da questa grande passione per la musica, sulla scia delle melodie dei Pink Floyd e degli Who, Sam e il suo amico Domenico viaggiano per tutta l’Europa vivendo della loro arte; il primo ai tasti, il secondo alla batteria e alla voce.

Ma un giorno, senza preavviso, la vita dimostra quanto possa essere crudele. In un incidente d’auto, Domenico perde la vita e Sam la possibilità di suonare.

Alternando passato e presente, Marco Rocca racconta le esperienze dei due ragazzi, di Azmir, dei loro ricordi, dando vita ad un romanzo dalle passioni intense ed inquiete, in cui dolcezza e nostalgia si fondono in una melodia unica.

 

Nei miei giochi di fantasia

Michele e Daniele sono due compagni di scuola, il primo studia pianoforte, il secondo ha dei problemi espressivi e un unico pensiero fisso: Loredana.

Per conquistarla elabora piani sempre più complicati e alla fine decide di imparare a suonare la chitarra e fondare una band, perché, secondo i suoi calcoli, questo è il modo giusto per fare colpo su di lei. In questo singolare progetto coinvolge Michele che dapprima segue con aria di sufficienza l’impegno dell’amico, ma poi deve ricredersi e stupirsi per i suoi progressi.

Il piano di Daniele va a buon fine, ma aver conosciuto le sette note gli cambierà la vita. Michele invece conosce Chiara, alla quale si lega molto: si incontrano ogni venerdì alle cinque del pomeriggio, per cantare e suonare, ma anche per sognare insieme.

Le musiche di questi quattro personaggi si intrecciano e la melodia che ne esce non è piacevole per tutti: alla fine qualcuno si ruberà una nota.

 

Amazone e la leggenda del pianoforte bianco

A Esmeralda, un piccolo avamposto della civiltà in piena foresta amazzonica, approda un giorno Amazone Steinway, un pianista di colore, con il suo pianoforte immacolato.

Sconfitto ai dadi, Amazone perde il pianoforte, da cui non intende separarsi per nessun motivo, ed è costretto a fermarsi a lavorare nella taverna locale, dove fa amicizia con il barista Cerveza e incontra il cognato, l’indio Mendes.

Scopriamo così che Amazone aveva disceso il Rio Negro per esaudire la richiesta di un’estrema prova d’amore chiestagli dal fantasma dell’india Carmen, la sposa che Amazone aveva perso poco dopo le nozze.

E sarà proprio affrontando l’ultima tappa del viaggio verso il villaggio di Mendes, tentando di superare una ripida cataratta, che Amazone entrerà nella leggenda?

 

Il pianista

La trama e le recensioni di “Il pianista. Varsavia 1939-1945. La straordinaria storia di un sopravvissuto”, romanzo di Wladyslaw Szpilman edito da Baldini Castoldi Dalai.

Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia, suonò il Notturno in c diesis minore di Chopen per la radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città.

Il rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suo stesso pianoforte. Fu l’ultima trasmissione dal vivo in onda da Varsavia. Più tardi, quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio.

La guerra precipitò Varsavia nell’orrore feroce dell’occupazione. Rinchiusi nel ghetto e assediati dalla fame e dalle malattie, gli ebrei furono a poco a poco decimati.

 

La pianista di Auschwitz

Hanna ha quindici anni ed è una pianista di talento. È cresciuta in una famiglia ebrea della media borghesia ungherese, ma quando la città in cui vive viene rastrellata, dovrà conoscere insieme ai suoi cari gli orrori del campo di concentramento.

Sua madre impazzirà dopo essere stata separata dal marito, e Hanna rimarrà sola con la sorella Erika ad affrontare un luogo agghiacciante e brutale come Auschwitz.

Un giorno, però, le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager, una scelta sofferta per la povera ragazza.

Una volta entrata nella villa del nazista, conoscerà suo figlio, Karl, ragazzo affascinante che sembra rinnegare la vita dello spietato padre.

Di primo acchito, Hanna non potrà fare a meno di odiarlo con tutta se stessa. Eppure, man mano che passano i mesi, un altro sentimento per il giovane Karl si farà strada nel suo cuore…

 

La pianista di Vienna

Vienna, 1938. Lisa Jura ha solo 14 anni ed è gia considerata una pianista di talento. La ragazzina, però, è ebrea e dopo l’invasione dei tedeschi le viene impedito di continuare a frequentare il suo maestro, primo passo verso una vera e propria discriminazione razziale.

A causa del crescente antisemitismo, dopo la drammatica Notte dei cristalli, i genitori di Lisa decidono di spedirla nel Regno Unito, potendo sfruttare un unico posto sul Kindertransport, un programma umanitario promosso da Bloomsbury House per far evacuare i bambini ebrei dalla Germania e da altri territori occupati dai tedeschi.

Costretta ad abbandonare i genitori e le due sorelle, la maggiore Rosie e la dodicenne Sonia, Lisa si ritrova a dover affrontare una realtà nuova tutta da sola, armata solo del grande sogno di diventare una pianista.

Spedita a lavorare come cameriera nella piccola località marittima di Brighton, la ragazza conosce la solitudine e la tristezza di dover rinunciare alla musica; sentimenti che la spingono a scappare per tornare a Londra, dove viene accolta nella comunità di rifugiati di Willesden Lane.

Qui, dopo aver trovato lavoro presso una fabbrica di vestiti, Lisa riprende a suonare il pianoforte con il benestare della rigida governante, la signora Cohen, di cui ben presto diventa la favorita. Inoltre, stringe amicizia con altri rifugiati, in particolare Gina, Paul, Gunter e Aaron, il ragazzo ribelle di cui finisce per innamorarsi.

E mentre la sorellina Sonia riesce a raggiungerla con l’ultimo viaggio utile, proprio grazie all’aiuto di Lisa, lo scoppio della guerra costringe i ragazzi di Willesden Lane a confrontarsi con la fame, i bombardamenti, la morte e la paura per i cari rimasti in patria.

Eppure, nonostante la situazione difficile, Lisa decide di continuare a suonare, investendo tutte le sue energie per entrare nella prestigiosa Royal Academy of Music di Londra…

 

La pianista bambina

Per cinquant’anni della sua vita, il 25 dicembre Greg ha festeggiato con la famiglia il Natale e il compleanno di sua madre. E neppure un giorno, per mezzo secolo, ha sospettato quale enorme segreto potesse nascondersi dietro le candeline soffiate, i regali e gli addobbi.

Un segreto che sua madre, a più di ottant’anni, decide di svelare. Ed è così, all’improvviso, che la storia, la Grande Storia, entra nella vita di Greg, con un consunto spartito di Chopin che la donna, musicista di talento, conserva religiosamente.

Il racconto inizia molto tempo prima, in Ucraina, dove la piccola Zhanna, sostenuta dal padre, un pasticciere di Minsk, studia pianoforte rivelando da subito un talento non comune. Ma quando, nel 1941, i tedeschi invadono l’Ucraina e moltissimi ebrei, compresa la sua famiglia, vengono deportati verso i campi di sterminio, il suo sogno di bambina si trasforma in incubo.

“Ci hanno messi in colonna, diretti a nord. Sapevamo che ci avrebbero uccisi, perché a nord non c’era niente. Mio padre allora mi diede la sua giacca e mi disse: ‘Non m’importa come, ma vivi'”.

Da quel giorno, Zhanna non sarà più Zhanna. Si chiamerà Anna, invece. Avrà un nuovo atto di nascita, un nuovo compleanno, una nuova religione. Solo quello spartito di Chopin nascosto sotto i vestiti a proteggerla dalla follia e dall’orrore del mondo, unico brandello di infanzia che le è rimasto.

*******************************************
Questo sito è segnalato su Directory Mrlink.it

 

It is main inner container footer text
Contattaci - Privacy Policy