Breve storia del Pianoforte

breve storia del pianoforte


Possiamo affermare che il Clavicembalo sia stato l’antenato e parente prossimo del pianoforte (con la spinetta e il virginale) e trovò la sua sistemazione attorno al 1440.

In Italia e all’estero fiorirono celebri costruttori tra cui i Trasuntino ed i Baffi a Venezia, il romano Buscorni e il fiorentino G. de Perticis: lo stesso Cristofori padre del pianoforte costruì nel ‘700 anche pregevoli clavicembali.

La differenza fondamentale tra il clavicembalo e il pianoforte è che il primo emette il suono per effetto di un meccanismo che permette di pizzicarne le corde, mentre nel pianoforte le corde vengono percosse.

Per fortepiano o pianoforte storico si intende generalmente il pianoforte antico.

Se in passato l’avvento del pianoforte sembrò cancellare il clavicembalo, in epoche moderne prese a rifiorire per l’interesse crescente verso le musiche antiche.

Qui sotto possiamo vedere il primo pianoforte verticale realizzato da Domenico Del Mela di Galliano nel Mugello (Firenze)

il primo pianoforte verticale
Il primo pianoforte verticale

Tra i tanti autori che si dedicarono al clavicembalo troviamo: Frescobaldi, Scarlatti, J.S. Bach, Couperin, e Rameau.

I tipi di Pianoforte

I tipi di pianoforte sono essenzialmente due: a coda e verticale. La costruzione del pianoforte si deve al padovano Bartolomeo Cristofori nel 1700.

In base alla dimensione, i pianoforti a coda vengono denominati: quarto di coda, detto anche codino (145–165 cm), mezza coda (170–190 cm), tre quarti di coda (200–240 cm), gran coda da concerto (o gran coda, o coda da concerto; più di 240 cm).

L’evoluzione tecnica del pianoforte è piuttosto lenta. Il tedesco Silbermann portò lo strumento ad un apprezzabile livello, ulteriori perfezionamenti con l’impiego di pedali furono apportati oltre la metà del 1700 ma, per l’assetto definitivo bisognerà attendere fino al 1870.

Sempre in germania sorsero altre importanti case di costruzione tra cui: Stein, Erard, Zumpe.

L’invenzione del pianoforte fece seguire una ricca letteratura pianistica il cui massimo fulgore può essere compreso tra il 1750 e il 1800.

Tra i più celebrati compositori di musica pianistica ricordiamo: Mozart, Clementi, Haydn, Beethoven, Schubert, Schumann e Chopin.

Nella seconda metà dell’800 si affermarono autori come Grieg, Ciaikovski, Albéniz e altri.

L’evoluzione pianistica verso nuove tecniche tonali interessò la produzione musicale pianistica con autori quali Débussy, Busoni, Ravel, Prokofiev.

La tastiera del pianoforte

La tastiera del pianoforte moderno è solitamente composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do, re, mi, fa, sol, la, si. I tasti neri, invece, individuano le alterazioni (note bemolli o diesis).

Qui sotto vediamo un pianoforte moderno

pianoforte moderno
Pianoforte moderno

Curiosità

Una curiosità: esiste uno strumento unico chiamato Clvicembalo-Pianoforte di cui è possibile visualizzare il video qui di sotto:




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